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Grazie allo sblocco del Decreto Aiuti bis, Superbonus e cessione del credito permetteranno ad oltre 40mila imprese edili e innumerevoli proprietari di immobili (da tempo imbrigliati nelle maglie della burocrazia) di tirare un sospiro di sollievo.

Superbonus e sblocco alla cessione del credito. Il decreto Aiuti bis

Il primo e più importante impatto dell'approvazione del Decreto Aiuti bis riguarda le banche, le quali possono ricominciare ad acquisire nuovo credito finanziario.

La soluzione proposta dal Governo prevede che la responsabilità per l'erogazione dei crediti relativi ai super bonus e ad altri bonus edilizi si attiverà solo in caso di "concorso nella violazione", ma solo se ci sarà "dolo o colpa grave".

La reazione positiva dell'ABI, del Presidente Antonio Patuelli e del Direttore Generale Giovanni Sabatini che ha definito l'approvazione delle modifiche al decreto Aiuti bis sulla cessione dei crediti "un passo avanti che potrebbe aiutare a far ripartire il mercato degli acquisti di tali bonus". 

Finora i crediti maturati sono stati bloccati asoprattutto perché l'Agenzia delle Entrate, nella Circolare n. 23 del 23 giugno, ha stabilito una serie di criteri ai quali i soggetti che accettano i crediti, in particolare le banche, devono attenersi prima di procedere. Ora l'emendamento sblocca la situazione e aiuta le aziende che hanno accumulato credito con i loro contribuenti ma non possono venderlo alle banche. Pertanto, la soluzione individuata dal governo è volta a tutelare le aziende oneste senza alcuna sanatoria per chi imbroglia, come ad esempio alzare il prezzo dei materiali da costruzione. Come accennato in precedenza, le sanzioni sono infatti rivolte solo a coloro che hanno commesso dolo o colpa grave. È esclusa la responsabilità solidale verso altri soggetti che hanno ceduto crediti, che costituisce uno dei principali ostacoli alla circolazione del credito.

Tra i maggiori istituti di credito, Intesa Sanpaolo appare pronta a riacquistare nuovi crediti, mentre Unicredit attende il testo definitivo del decreto. Poste Italiane, invece, che non ha mai chiuso del tutto il rubinetto, ha continuato ad acquistare crediti, anche se con più restrizioni.

Come cambia la cessione dei crediti con lo sblocco

Ma come funziona il nuovo meccanismo? Come accennato in precedenza, l'emendamento del governo prevede che la responsabilità solidale sia limitata ai casi di dolo o colpa grave. L'emendamento interviene svincolando tutti i crediti, compresi quelli maturati prima del decreto legge del 21 novembre scorso, il quale ha introdotto l'obbligo di asseverazione e visto di conformità. Tuttavia, in questo caso, è necessario fornire una asseverazione "ora per allora". Per i circa 5,2 miliardi bloccati nei cassetti fiscali dovrebbe dunque esserci il via libera.

Il quadro generale con le elezioni che incombono

Con le elezioni del 25 settembre e l'arrivo di un nuovo governo, molte questioni sono al centro del dibattito. Tra queste, ci sono nuovi bonus e bonus che non verranno aggiornati.

Nello specifico, sul tema delle case e dei relativi bonus, restano alcuni bonus mentre altri potrebbero non essere confermati: ecco tutti i dettagli.

  • Superbonus 110%: Riguardo il Superbonus è intervenuta la Legge di Bilancio 2022, prorogando l'incentivo fiscale. Il Superbonus 110 resterà fino al 31 dicembre 2025 se si tratta di lavori effettuati in un condominio. In alcune fattispecie però il Superbonus termina prima. Per interventi su un edificio unifamiliare è valido fino al 31 dicembre 2022 (con detrazione del 110%), ma soltanto se entro il 30 settembre 2022 viene completato almeno il 30% dell'intervento.Ugualmente, sono validi fino al 31 dicembre 2023 (detrazione del 110%) gli interventi dell'IACP (ed enti con la medesima finalità sociale) sugli immobili di proprietà o gestiti per conto dei comuni ad uso di edilizia residenziale pubblica, a condizione che entro il 30 giugno 2023 sia stato completato almeno il 60% sul totale degli interventi. Lo stesso termine vale per le cooperative edilizie a proprietà indivisa.
  • Per gli altri bonus della casa, sono in essere per costi sostenuti fino al 31 dicembre 2024 (Legge di Bilancio 2022). Si tratta di Bonus Ristrutturazione (Detrazione 50%), Riqualificazione Energetica (c.d. Ecobonus 50%), Mobili e Grandi Elettrodomestici (Detrazione 50%), Bonus Sisma (Detrazione 75%, ecc.) e Bonus Verde (Detrazione 36%).
  • Il tema del Bonus Facciata è diverso. La Legge di Bilancio 2022 lo estende alle spese sostenute prima del 31 dicembre 2022 e riduce la detrazione dal 90% al 60%. Quindi, se il nuovo governo non lo estende, il bonus di facciata potrebbe scomparire nel 2023.

Detto ciò, Fortinfissi è lieta di confermarvi che la cessione del credito e lo sconto in fattura del 50% (grazie alla partnership con Intesa San Paolo) saranno ancora disponibili presso i nostri rivenditori aderenti all'iniziativa.

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